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UNA PERLA SULLA RIVIERA LIGURE DI PONENTE

Arroccato su una collinetta prospiciente il mar Tirreno Ligure, entrando nella provincia di Imperia, a chi proviene da levante, superato il Capo Mimosa appare Cervo, un paesino la cui origine si perde nella notte dei tempi.
Che i legionari romani, diretti verso la Spagna, abbiamo fatto soste in questa località è ormai accertato attraverso le testimonianze.
Ma la necessità degli abitanti di costruire le loro case in posizione elevata, di munire di un forte e mura di cinta l’intero paese e il castello che lo sovrasta, furono dettate dalle incursioni mussulmane del decimo secolo. Orde di predoni si erano installate presso Nizza da dove facevano frequenti incursioni sulle località della riviera ligure.
Nel 1198, il Comune di Albenga cedeva Cervo ai Cavalieri Gerosolimitani. Quest’ordine, meglio noto come Ordine di Malta, sorto durante le Crociate, aveva soprattutto mansioni ospedaliere ed è probabile che sia l’istituzione dell’antico ospedale esistente che la scelta di San Giorgio a patrono del paese sia da attribuirsi ad essi.
Nel 1204 Bonifacio di Clavesana, Marchese del Vasto – discendente da Ottone, imperatore e re di Germania – cedeva alla Repubblica Marinara di Genova i residui dei suoi diritti sul castello. I cervesi giurarono fedeltà a Genova, pronti a far guerra contro i suoi nemici.
La storia di Cervo, a questo punto, si inserisce nella storia della Repubblica di Genova, di cui segue i destini fino al 1797 anno in cui, caduta la Repubblica di Genova venne proclamata la Repubblica Ligure voluta da Napoleone Bonaparte
Nel 17:mo secolo la popolazione era dedita prevalentemente alla pesca del corallo sulle coste delle Sardegna e della Corsica: un lavoro pericoloso che mieteva molte vite al punto che Cervo era denominato il paese delle vedove.
Ma questo ridente borgo continua a far parlare di se. Da alcuni decenni, infatti, in quest’angolo della Liguria ha luogo un prestigioso festival di musica da camera, istituito dal celebre violinista ungherese Sandor Vegh. Tra lo scenario naturale delle rocce a picco sul mare, sulla piazzetta a forma di conchiglia davanti alla chiesa con la facciata concava che fa da cassa armonica riflettendo i suoni verso il mare, i musicisti più illustri di fama internazionale. Migliaia e migliaia di appassionati che, attraversando i vicoletti medievali, tra slarghi e archivolti, hanno ascoltato i concerti offerti da questo minuscolo comune che conta solo poche migliaia di anime.
Ma Cervo è ben noto anche agli svedesi che hanno abitato all’Hotel Foresta di Cervo, di cui lo scrivente è stato direttore dal 1969 fino alla trasformazione in complesso residenziale nel 1974.

Angelo Tajani